Strage di Corinaldo, condannato esce dal carcere per la laurea e fugge

Redazione

È caccia aperta ad Andrea Cavallari, il giovane condannato a 11 anni e 10 mesi in via definitiva per la strage nella discoteca Lanterna Azzurra a Corinaldo che ha fatto perdere le proprie tracce giovedì scorso dopo essersi laureato in legge all’Università di Bologna. Cavallari, 26 anni, recluso alla Dozza, faceva parte della banda che l’8 dicembre 2018 tentò una rapina nella discoteca dell’anconetano utilizzando spray urticante, causando un fuggi fuggi in cui morirono 6 persone e altre 59 rimasero ferite. E da qualche anno aveva intrapreso un percorso di studi in Scienze giuridiche nell’ateneo del capoluogo emiliano. Il magistrato di sorveglianza lo aveva autorizzato ad uscire per sostenere la discussione della tesi, senza la scorta della polizia penitenziaria e accompagnato dai familiari. Dopo la cerimonia, però, ha fatto perdere le proprie tracce e risulta irreperibile ormai da oltre 72 ore. Alle 9, il giovane si è presentato nelle aule di Palazzo Malvezzi, in via Zamboni 22, a Bologna, una delle sedi distaccate di Unibo. Ha discusso per primo la tesi di laurea triennale in Scienze giuridiche con specializzazione in Consulente del lavoro e delle relazioni aziendali. Dopo la proclamazione, secondo quanto ricostruito, è rimasto solo insieme alla fidanzata e si è allontanato. Il rientro in carcere, secondo quanto disposto dall’autorità giudiziaria, era previsto per le 18. Ma alla Dozza Cavallari non si è presentato. Solo dopo dodici ore – come previsto dalla legge – gli agenti della Penitenziaria hanno inviato la segnalazione dell’accaduto alla Procura di Bologna, che ha aperto un fascicolo di indagine per evasione.

Andrea Cavallari, originario della Bassa Modenese, era stato arrestato ad agosto 2019 dai carabinieri di Ancona insieme ad altri componenti della banda di cui faceva parte, accusati a vario titolo di omicidio preterintenzionale plurimo, furto, rapina e lesioni personali, per aver spruzzato spray al peperoncino e poter così derubare gli spettatori di un concerto del rapper Sfera Ebbasta. Il padre del ragazzo ieri ha lanciato un appello: «Invito mio figlio a tornare sui suoi passi e a farsi vivo con noi o con l’autorità giudiziaria».

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