Sciopero in spiaggia e un corteo che si snoderà nella tarda mattinata sul lungomare fino a piazzale Boscovich. Bagnini riminesi sul piede di guerra: le canotte rosse si asterranno sabato dal lavoro per otto ore lasciando di fatto l’arenile senza sorveglianza in uno dei weekend più caldi dell’estate. L’agitazione è stata proclamata dalla Filcams Cgil che ora passa ai fatti, dopo la procedura di raffreddamento partita il 22 luglio a seguito dell’incontro in prefettura, e organizzerà anche un corteo dalle 12.30 sul lungomare invitando cittadini e turisti alla solidarietà. “Si tratta di lavoratori altamente qualificati – spiega il sindacato – che assicurano la sicurezza della balneazione spesso in condizioni difficili e con mezzi insufficienti”.
La protesta, che arriva a turbare una stagione alle prese con le incertezze sulle concessioni e con numeri di presenze che al momento non soddisfanno gli operatori, è contro l’ordinanza che obbliga i bagnini a lavorare anche durante la pausa pranzo (12,30-14,30) con turni alternati, costringendoli a sorvegliare 300 metri di mare invece dei soliti 150. Da qui lo sciopero di sabato per chiedere condizioni che “garantiscano davvero” la sicurezza della balneazione e per “dire no alle speculazioni economiche sul demanio pubblico”.
I gestori degli stabilimenti contestano però la mobilitazione. “Nessuno ci ha convocato per organizzare i servizi minimi – argomenta Mauro Vanni presidente di Confartigianato impresebalneari – Abbiamo chiesto informazioni alla Prefettura ma non ci hanno dato comunicazioni. Per noi sarà una normale giornata lavorativa”. Vanni critica anche il sindacato: “L’ordinanza è nazionale – dice – in tutti i litorali d’Italia i periodi di servizio sono gli stessi. Ma solo qui da noi scioperano”. Parole che la Cgil restituisce al mittente e replica accusando “il silenzio assordante di politica e amministratori locali” ma dichiarandosi disponibile al confronto per “una gestione più responsabile del servizio”.
