Con un modello turistico ormai in crisi non bastano più le settimane centrali a sostenere il comparto. In Riviera c’è un pizzico di delusione per una stagione col freno tirato e salvata in gran parte dai turisti stranieri la cui presenza è quasi raddoppiata rispetto a dodici mesi fa.
“Oggi focalizzarci sul toto presenze in luglio o in agosto non serve a nulla – rimarca Patrizia Rinaldis, presidente di Federalberghi – Sia noi che l’Apt abbiamo strumenti e piattaforme che consentono di avere chiara la situazione presenze e prenotazioni così da impostare campagne comunicative e promozionali nel breve periodo e non di anno in anno”. Servono strumenti per poter agire in modo immediato. Oltre il balneare, dunque. “E gli stranieri insegnano – incalza Rinaldis – Siamo un distretto industriale e dovremmo essere considerato tale anche a livello nazionale”.
Meno italiani e più stranieri, è il refrain dell’estate 2025 sulla costa riminese. Mancano ancora dati ufficiali ma la clientela estera è quasi raddoppiata rispetto al 2024. “E dal lunedì al giovedì ha, di fatto, sostituito quella italiana presente in gran numero, invece, solo nei fine settimana – confessa Mauro Vanni, presidente della cooperativa bagnini Rimini sud e presidente nazionale di Confartigianato balneari – E questo grazie anche all’aumento dei collegamenti aerei, soprattutto con Londra, e della promozione fatta dall’Apt in determinati Paesi europei. Come ad esempio l’Inghilterra”.
Una stagione a macchia di leopardo, con alcune zone che hanno sofferto più di altre, ma alla fine il settore ha retto. “Forse la zona Nord di Rimini e Miramare, che sono caratterizzate da un turismo principalmente familiare e settimanale, potrebbero aver risentito di più del calo di italiani – conferma Vanni – Ma le altre, Marina centro soprattutto, hanno lavorato discretamente”.
