Bologna. Fakir: nessuna malformazione rilevata al cuore

Redazione

Proseguono gli accertamenti sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto il 19 luglio al Pilastro, a seguito di un intervento di polizia. Alla presenza dei consulenti della Procura e delle parti, è stato esaminato il cuore dell’uomo nell’ambito degli approfondimenti sull’autopsia. Dai primi esami, non sarebbero emerse malformazioni del cuore. Ma per una risposta definitiva bisognerà attendere l’esame istologico, atteso entro tre o quattro settimane. Nell’inchiesta, con l’ipotesi di omicidio colposo, sono coinvolti due agenti di polizia e quattro volontari della Croce Rossa, iscritti al momento a modello 45-bis e quindi non formalmente indagati. Proseguono anche gli accertamenti sulle manette utilizzate dai poliziotti: sarebbero state trovate tracce di materiale che potrebbe essere sangue, oltre ad altro materiale biologico e pilifero. Nessuna impronta digitale evidente. La Procura continua ad analizzare anche i video delle bodycam, la ricostruzione tridimensionale del luogo e i dati estratti dal cellulare della vittima. Intanto ha parlato a diversi quotidiani, mantenendo l’anonimato, il 37enne originario del Kosovo, considerato un testimone chiave, che quel giorno aiutò gli agenti a tenere fermi i piedi di Fakir. L’uomo racconta di essere stato aggredito e minacciato e, per questo, vive nascosto dopo aver lasciato il Pilastro e valuta di tornare in Kosovo.