Bologna, scontri: si cerca una regia. Polemica politica

Redazione

Bologna, resta alta la tensione dopo gli scontri durante le ultime manifestazioni. Il sindaco Matteo Lepore ha preso posizione in Consiglio comunale, annunciando che Palazzo d’Accursio presenterà denuncia contro i responsabili e chiederà il risarcimento dei danni ai beni pubblici e privati. Previsto anche un sostegno concreto a cittadini e commercianti colpiti. Lepore ha ribadito però la distinzione tra chi manifesta pacificamente e chi devasta. Sul fronte dell’ordine pubblico, il bilancio dell’ultimo sabato di tensioni resta provvisorio: ventiquattro agenti e trentadue manifestanti feriti, settanta persone identificate, otto denunce, quattro fogli di via e due Daspo. Tre gli arresti. Resta grave la situazione di una ragazza di ventitré anni, ricoverata all’ospedale Maggiore dopo essere stata colpita all’occhio dal getto di un idrante della polizia. La Procura indaga separatamente sugli scontri del 17 e del 24 ottobre, analizzando anche i profili social che avrebbero promosso le mobilitazioni. Al momento, non risultano accertati collegamenti tra gli episodi bolognesi e quelli di Milano, né una regia comune. Intanto, un ventunenne arrestato dopo gli scontri del 17 ottobre ha denunciato un poliziotto, sostenendo di aver subito un’aggressione durante il fermo che gli avrebbe provocato la frattura del setto nasale. Anche questo episodio dovrà essere verificato dagli inquirenti. Sul piano politico, è scontro intorno al ruolo di Labàs: la vicesindaca Emily Clancy difende i centri sociali e sottolinea che le manifestazioni non sarebbero state promosse da loro, ribadendo il principio della responsabilità penale personale. Ora lo sguardo è rivolto a sabato prossimo: gli esercenti del centro storico temono nuovi danni, le attività sono pronte anche a restare chiuse. Le associazioni dei commercianti lanciano l’allarme sulla tenuta sociale e chiedono un tavolo permanente sulla sicurezza urbana.