Archiviata in tutta fretta l’opaca prestazione contro il Milan al Meazza, il Bologna torna a Casteldebole per preparare la gara interna di sabato quando al Dall’Ara arriverà il Genoa. Tutt’altro che una semplice passeggiata. I ragazzi di Vieira sono reduci dall’1-1 di Como e mostrano già di essere in buona forma. Ma serve una svolta. Che potrebbe arrivare anche dai nuovi acquisti. In difesa c’è lavoro extra per Heggem e Vitik. E pure Zortea deve inserirsi negli schemi di Italiano. In mezzo è ancora fuori Sulemana. Davanti si attende la rinascita di Bernardeschi e soprattutto l’inserimento di Rowe. I nuovi, dunque. Due volti, quelli di Jonathan Rowe e Ibrahim Sulemana, presentati ieri alla stampa nel quartiere generale rossoblù dall’amministratore delegato Claudio Fenucci.
“Sono molto contento di essere qui” ha detto l’ex Marsiglia, prelevato negli ultimi giorni del calciomercato dopo la lite con il compagno di squadra Rabiot, che proprio domenica ha fatto il suo esordio con la maglia del Bologna contro il Milan. “Si tratta di un passo importante per la mia carriera – ha aggiunto Rowe – Arrivo in una nuova città, in una nuova squadra e con una cultura diversa. Voglio aiutare i compagni e fare il meglio per tutto il gruppo”.
Insieme a Rowe anche Ibrahim Sulemana, ultimo arrivato a centrocampo. Il ghanese è attualmente ai box per infortunio, ma sarà una pedina molto importante nel corso della stagione una volta risolto il guaio al ginocchio patito in Nazionale.
“Mi sono trovato subito bene, ho sentito il calore dei compagni che mi hanno trattato benissimo fin dai primi giorni” confessa Sulemana. “Tempo un paio di settimane e dovrei tornare a disposizione. Comunque devo dire che sto meglio rispetto ai giorni scorsi e ho grande voglia di tornare a correre sul campo”. Ma che tipo di giocatore sei, gli chiedono. E lui risponde pacato. “Voglio aiutare la squadra a difendere, rubare la palla a centrocampo, andare in transizione e tirare da fuori area – le parole dell’ex Atalanta – Sono ancora giovane e sono venuto qui per imparare e crescere. C’è molto da apprendere da mister Italiano”.
