Bologna. Tentato omicidio alla Montagnola: tre in carcere, se ne cercano altri sette

Redazione

La sera del 5 maggio scorso, alla Montagnola di Bologna, in 10 aggredirono un tunisino di 20 anni, confondendolo con un connazionale che li aveva bidonati poco prima per una consegna di droga. Il giovane era stato violentemente malmenato con calci e pugni, ma pure colpito con un’arma da taglio: dopo il pestaggio le sue condizioni hanno fatto temere che potesse perdere la vita. Era stato lui stesso a riferire dello scambio di persona ai poliziotti intervenuti a seguito di numerose chiamate al 113; di quell’equivoco che aveva portato il branco a prenderlo per un altro giovane tunisino che avrebbe dovuto consegnare droga appena acquistata, e che invece aveva saltato l’appuntamento concordato. Dopo mesi di indagini della Polizia, la procura di Bologna ha emesso ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di 8 pachistani, ne mancano due all’appello: l’accusa per tutti è di tentato omicidio. Le indagini, complicate dalla mancanza di una conoscenza tra vittima e aggressori, si sono concentrate sulle immagini di videosorveglianza, che hanno permesso di isolare l’arrivo e la fuga degli aggressori, poi ripresi anche dalle telecamere della stazione ferroviaria e da quelle del treno su cui erano saliti per scendere a Modena. Determinanti anche alcuni dettagli quali, per esempio, un tatuaggio a forma di Kalashnikov, che hanno consentito di identificare vari componenti del gruppo e di isolare dei profili social. L’esame di questi ultimi ha portato la Polizia ad estrapolare un video girato quella sera all’interno di un parco modenese, che ritraeva tutti gli aggressori. Al momento tre di loro sono stati rintracciati e portati in carcere. Se ne cercano 5, manca ancora l’identificazione di altri 2.

CONSIGLIATI