Progettava una strage a scuola il 17enne pescarese arrestato a Perugia con l’accusa di terrorismo. Ispirato pare a quanto accadde alla Columbine High School il 20 aprile 1999. È quanto emerso dal lavoro del Ros dei carabinieri in un’indagine che si è snodata tra Abruzzo, Emilia Romagna, Umbria e Toscana.
Un’inchiesta meticolosa, quella coordinata dalla Procura per i minorenni dell’Aquila – partita da precedenti indagini della Procura di Brescia, concluse nel 2025, su soggetti di un network ispirato a ideologie neonaziste e suprematiste – che ha condotto all’ordinanza di custodia cautelare per il 17enne. Con perquisizioni eseguite nei confronti di altrettanti minorenni che hanno riguardato anche Bologna. Oltre a Teramo, Pescara, Perugia e Arezzo. Gli inquirenti ipotizzano che tutti fossero inseriti in un ecosistema digitale internazionale legato a ideologie neonaziste, suprematiste e accelerazioniste. Il 17enne è ritenuto gravemente indiziato dei delitti di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre che di detenzione di materiale con finalità di terrorismo. È anche emerso che il minore, posto in custodia cautelare con trasferimento presso un istituto penale minorile, avrebbe fatto seguire il proprio suicidio alla strage nella scuola.
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura Minorile de L’Aquila, ha permesso di contestare al giovane il reperimento e la diffusione di manuali contenenti istruzioni dettagliate per la fabbricazione di congegni bellici e armi da fuoco. Tra il materiale sequestrato figurano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto inserito in una chiara cornice di finalità terroristica.
