Aveva posizionato delle pietre lungo i binari della linea ferroviaria Ancona-Piacenza a Castel San Pietro martedì pomeriggio: si è aperto un bivio sul movente del blitz su cui si stanno concentrando gli accertamenti della Procura.
Un’azione in solitaria, forse per emulazione, oppure un sabotaggio pianificato e in qualche modo legato agli altri attacchi, di matrice anarchica, alle linee ferroviarie, opzione su cui al momento non ci sono né certezze né riscontri concreti. Il ragazzo non è noto agli inquirenti e ha agito in modo totalmente diverso rispetto agli attacchi delle scorse settimane: ha agito in solitaria, in pieno pomeriggio, piazzando decine di pietre lungo le rotaie, sulle quali si è andato a scontrare un treno regionale partito da Imola e diretto a Bologna, rischiando poi di coinvolgere anche un Frecciarossa, impatto scongiurato dall’arrivo dei carabinieri.
Alcuni sospetti sono però nati in seguito alla perquisizione fatta in casa del 20enne: qui i carabinieri hanno trovato e sequestrato del materiale che lo collocherebbero nell’area anarchica o antagonista di sinistra, ma tutto è ancora da approfondire. Altre informazioni importanti per gli inquirenti potrebbero poi arrivare dal telefono e dal computer sequestrati al ragazzo: le analisi dei dispositivi potrebbero confermare o escludere del tutto eventuali contatti con quelle realtà.
Oggi qualche risposta sui motivi del gesto e sul contesto in cui è avvenuto, potrebbero arrivare dallo stesso indagato durante l’udienza di convalida dell’arresto davanti al Gip Andrea Romito.
