Bologna. Fakir, consulenza assolve i sanitari intervenuti

Redazione

Nuovi elementi nell’inchiesta sulla morte di Abderrahim Fakir, il quarantaduenne deceduto il 19 luglio scorso al Pilastro durante un intervento di polizia. Secondo i consulenti tecnici dei quattro volontari della Croce Rossa intervenuti sul posto, il loro operato sarebbe stato corretto e non avrebbe avuto alcuna correlazione con il decesso dell’uomo: è quanto sostengono il medico legale Benedetto Vergari e il cardiologo Giovanni Maria Puddu, che contestano le conclusioni della relazione tecnica della Procura, che aveva parlato di criticità nella tempestività e nell’efficacia delle manovre di soccorso. Nella loro relazione, i due esperti concordano sulla causa della morte, vale a dire una massiva emorragia polmonare provocata da un’intossicazione acuta da cocaina, in un soggetto con una grave patologia cardiaca. Una condizione estremamente complessa, rimarcano, che difficilmente avrebbe potuto essere risolta da un equipaggio di volontari della Croce Rossa. I consulenti difendono inoltre i tempi di intervento, la gestione della scena e la richiesta dell’automedica, sottolineando che eventuali ritardi nell’attivazione del mezzo sanitario non sarebbero stati responsabilità dei volontari. Contestata infine l’accusa di un massaggio cardiaco inefficace: secondo i due esperti, le manovre rianimatorie sarebbero state tempestive e conformi ai protocolli.