A distanza di cinque anni dall’avvio delle indagini da parte della Guardia di Finanza di Modena, coordinata dalla Procura della città emiliana, è divenuta irrevocabile la sentenza di condanna nei confronti di un imprenditore 56enne originario di Mirandola, già legale rappresentante delle società Exer Srls ed amministratore di fatto delle società Compagnia Finanziaria Italiana, Xeylon srl, Uniservice Divisione di Cofit srl, Uniservice coop, San Marco soc. coop (attive nell’attività di somministrazione di manodopera). Le indagini avevano consentito di delineare un sistema fraudolento posto in essere dal condannato, fondato sull’abuso della normativa fiscale in materia di ACE (Aiuto alla Crescita Economica) e sull’alterazione della documentazione societaria e fiscale di un gruppo di società a lui riconducibili e da lui amministrate di fatto. In particolare, era emerso come, attraverso un fittizio conferimento “sulla carta” di circa 10 miliardi di euro, rappresentato da strumenti finanziari privi di valore economico e non riconosciuti dagli organi di vigilanza (cd. “buoni-lavoro”), fosse stato creato un credito d’imposta fasullo, quantificabile in circa 24 milioni di euro. Tale credito era stato poi utilizzato per compensare indebitamente debiti tributari verso l’erario. Le indagini avevano inoltre consentito di ricostruire operazioni di autoriciclaggio per un ammontare complessivo di circa 2,5 milioni di euro, realizzate mediante il trasferimento di parte del credito d’imposta fittizio a società riconducibili all’uomo. Il 56enne è stato condannato definitivamente a 5 anni e 6 mesi di reclusione.
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