Bologna. Malori al 118, il Gup: Tacconi creò “stato d’ansia”

Redazione

Sono stati resi noti i motivi che hanno portato il Tribunale di Bologna a condannare a due anni di reclusione Claudio Tacconi, ex coordinatore della centrale operativa 118 dell’ospedale Maggiore, accusato di aver provocato malori a dieci colleghi, mettendo farmaci in cibi e bevande. Nelle motivazioni della sentenza, il giudice per l’udienza preliminare Andrea Romito parla di un “intenso stato di ansia” e di un “forte senso di timore per la propria incolumità” vissuti dagli operatori della centrale. Secondo il gup, sarebbero state inoltre alterate in modo concreto le loro abitudini di vita. Gli episodi contestati si sarebbero verificati tra marzo 2020 e novembre 2023. A far emergere l’ipotesi dell’avvelenamento, il ricovero di un operatore: nel sangue era stata trovata clotiapina, un farmaco antipsicotico. Inizialmente, i malori erano stati collegati a un malfunzionamento della macchinetta del caffè e del distributore dell’acqua, sottoposti poi a verifiche da parte di Ausl e Arpae. Per il giudice, Tacconi era presente in tutte le occasioni e in alcuni casi avrebbe preparato e consegnato personalmente il caffè. Secondo il gup, aveva inoltre accesso alle sostanze utilizzate. Contestati pure i malori accusati dallo stesso Tacconi e una rapina con percosse da lui denunciata, che secondo il giudice sarebbero stati episodi architettati per allontanare i sospetti. La difesa dell’uomo ha annunciato ricorso.