Prosegue l’attività investigativa della Questura di Bologna sulla violenta manifestazione dello scorso 20 luglio, organizzata dopo la morte di Abderrahim Fakir, il 43enne originario del Marocco deceduto durante un controllo di polizia al Pilastro. La protesta aveva provocato pesanti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine nel centro città, con un bilancio di 64 operatori feriti e sei mezzi della Polizia di Stato danneggiati. Devastate anche vetrine di negozi e banche, distrutti cassonetti, date alle fiamme due auto e utilizzate decine di biciclette per creare barricate. Danneggiato anche un cantiere tranviario. Gli investigatori hanno esaminato immagini video e fotografie, arrivando a vagliare la posizione di circa 150 persone. Undici, vicine al Cua, sono state individuate e ritenute responsabili, a vario titolo, di resistenza aggravata, danneggiamento e lancio di oggetti pericolosi. Altre 15 persone sono state identificate per presunti reati tra cui devastazione, resistenza e travisamento. Complessivamente sono 26 le persone deferite all’autorità giudiziaria. Le indagini, però, non sono concluse e la Questura sta valutando ulteriori identificazioni.
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