Commercio. Pesa sempre più l’on-line, soffre soprattutto la moda

Redazione

I saldi estivi non sono andati come sperato in Emilia-Romagna. A soffrire soprattutto il comparto moda, che ha visto un calo delle vendite pari al 5%. Il problema – segnala Federmoda – è sicuramente legato alla fortissima concorrenza delle grandi piattaforme multinazionali dell’on-line che godono di trattamenti fiscali diversi da quelli del commercio tradizionale e nella Ue anche dell’esenzione doganale per le spedizioni sotto i 150 euro. L’associazione rileva dunque la necessità di normare certe forme di vendita, a cominciare dagli outlet, passando agli spacci aziendali, ai temporary store e alle vendite private con chiamate via messaggio anche fuori dai periodi promozionali, fino ai centri commerciali sempre aperti. Poi c’è la difficile congiuntura economica: innanzitutto l’inflazione che pesa sulle famiglie, il diminuito potere di spesa e i nuovi modelli di acquisto. Tra il 2019 e il 2024, l’Italia ha perso 23.322 attività di commercio al dettaglio di moda e calzature, con 35.000 addetti rimasti a casa. A livello regionale, l’indagine di Unioncamere Emilia-Romagna evidenzia che le vendite di abbigliamento e accessori sono calate del 2%, confermandolo tra i settori più in crisi, mentre a sorridere sono solamente ipermercati, supermercati e grandi magazzini.

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