Fine vita. Governo impugna la legge dell’Emilia-Romagna

Redazione

Il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare la legge dell’Emilia-Romagna sul fine vita. La norma è stata approvata il 28 luglio dal parlamentino di viale Aldo Moro, disciplina le modalità per dare attuazione al suicidio medicalmente assistito. Secondo Palazzo Chigi, la legge regionale presenta però profili di contrasto con la Costituzione, in particolare sulle competenze dello Stato in materia civile e penale e sulla tutela della salute. Nel mirino anche il ricorso a linee guida regionali per definire alcuni requisiti e, soprattutto, le garanzie sul percorso personalizzato di cure palliative prima dell’eventuale accesso al fine vite. La decisione del Governo ha subito raccolto le critiche del presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale: innanzitutto, secondo il governatore, l’impugnazione riconosce nei fatti la possibilità per le Regioni di intervenire in assenza di una legge nazionale. Un’impugnazione politica che darà il via a uno scontro istituzionale, la definisce nel metodo. Nel merito, invece, De Pascale rivendica il fatto che la regione offre le migliori cure palliative d’Italia: su questo, dice il Presidente, sono stati superati gli obiettivi posti dal Pnrr, arrivando ad attivare anche le cure palliative pediatriche. Ora la parola passa alla Corte costituzionale.