La Bologna dei biassanòt, dei tiratardi, non esiste più: a dirlo è uno che la città la conosce davvero. Massimo Zucchini, presidente locale di Confercenti e storico oste, parla delle vie che si trasformano dopo la mezzanotte; di una sorta di coprifuoco che cala per le vie storiche del centro. A pesare, dice, è soprattutto il cambiamento delle abitudini dopo il Covid: meno studenti, una popolazione che invecchia e giovani più orientati alla vita domestica e ad attività fuori dal centro storico. Anche i turisti, sottolinea, incidono poco sulla movida notturna. Di segno diverso la posizione della vicesindaca Emily Clancy, delegata all’Economia della notte. Bologna, dice, continua ad avere una vita nottuna. Tra gli esempi citati, il servizio Nottambula e il trasporto pubblico notturno, ma anche il lavoro lungo Riva Reno e sullo scalo Ravone.
Sull’edizione online si possono ascoltare le interviste.
