Si chiude il capitolo dei Cau ospedalieri a Bologna.. I Centri di assistenza e urgenza attivati negli ospedali cittadini, infatti, verranno dismessi all’interno di due strutture importanti: l’Ospedale Maggiore e il Policlinico Sant’Orsola. Una decisione che viene accolta positivamente dalla Federazione Italiana Medici di Medicina Generale.
Per la segretaria bolognese del sindacato dei medici di famiglia, Ilaria Piana, si tratta infatti di un risultato importante. Secondo Piana, la presenza dei Cau dentro gli ospedali rischiava di creare confusione tra i cittadini.
Molti pazienti, anche per problemi di lieve entità, continuavano infatti a recarsi in ospedale, con il rischio di sovrapporsi ai percorsi già esistenti dei Pronto Soccorso. Per questo motivo, spiegano i medici di medicina generale, la chiusura dei Cau ospedalieri non rappresenterebbe una perdita di servizi per i cittadini.
Al contrario, l’obiettivo è riportare queste attività nel territorio, cioè più vicino alle persone e ai luoghi in cui vivono. La collocazione dei centri di assistenza e urgenza all’interno delle strutture ospedaliere, secondo la Fimmg, sarebbe stata infatti una scelta organizzativa discutibile e distante dallo spirito dell’accordo regionale che ne aveva previsto l’introduzione. Una soluzione che, sempre secondo il sindacato dei medici di famiglia, non avrebbe risposto pienamente al bisogno di una vera medicina di prossimità. L’idea, ora, è quella di rafforzare la rete territoriale, rendendo l’assistenza sanitaria più accessibile e più chiara per i cittadini. Un cambiamento che punta quindi a semplificare i percorsi di cura e a evitare che gli ospedali diventino il primo punto di riferimento anche per i problemi meno urgenti
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