Commercio. Crisi senza fine per l’abbigliamento

Redazione

Continua la crisi del commercio in Emilia-Romagna: la sofferenza riguarda soprattutto l’abbigliamento, mentre di contro i rivenditori di grandi dimensioni segnano numeri positivi. L’ultima indagine congiunturale delle camere di commercio regionali riguarda il terzo trimestre del 2025. Guardando i dati, le vendite tra luglio e settembre dello scorso anno sono calate dello 0,4% se confrontate con i 12 mesi precedenti. Nel dettaglio, il settore alimentare ha rallentato dell’1,1%, mentre il non alimentare dell’1,6. Particolarmente colpito il settore moda e accessori, che segna un -4,1%. Migliora invece leggermente la tendenza per i prodotti per la casa ed elettrodomestici, fermi al -1,1%. La crisi pesa soprattutto sui piccoli esercizi: la distribuzione da uno a cinque addetti ha registra un calo dell’1,7%, quella da sei a 19 addetti un -2%. In controtendenza solo ipermercati, supermercati e grandi magazzini, che crescono del 3,9%. Fare commercio è sempre meno appetibile, stando ai dati Unioncamere, la scorsa estate si sono avute in Emilia-Romagna solo 274 iscrizioni di imprese: si tratta del livello minimo dell’ultimo decennio. Al 30 settembre le imprese attive in regione erano 41.183.