Energia pulita, sicura. E’ l’obiettivo del centro di ricerca Enea che si trova all’interno di una struttura sull’Appennino bolognese, affacciata sul lago Brasimone, in quella che fino al 1987 era una centrale nucleare in divenire e che poi – per via del referendum – non si è mai realizzata. Ma la ricerca non si è fermata. Dal 2022 un accordo per la realizzazione di un prototipo non nucleare di reattore raffreddato al piombo, un investimento da 90 milioni di euro al 2030, di cui oltre 35 milioni già spesi. Si tratta di reattori di cosiddetta quarta generazione che sfruttano il piombo (e non l’acqua) per la refrigerazione, eliminando – è la speranza – il rischio di incidenti nucleari. L’assemblea legislativa della regione Emilia-Romagna ha fatto visita a questa eccellenza di livello internazionale.
Sull’edizione online si possono ascoltare le interviste al direttore generale Enea Giorgio Graditi, al vice presidente della Commissione regionale Economia Alessandro Aragona e al presidente dell’Assemblea Legislativa Maurizio Fabbri.
