Bologna, Cna: sotto le due torri Pmi tartassate

Redazione

Bologna si conferma tra i Comuni italiani con la maggiore pressione fiscale sulle piccole e medie imprese. A un’azienda bolognese servono infatti 204 giorni di lavoro per pagare le tasse: un pmi bolognese inzia a guadagnare dal 23 luglio. Lo denuncia la Cna del capoluogo emiliano: la città delle due torri è sesta in Italia per maggior peso delle tasse, stando alla classifica dell’osservatorio nazionale dell’associazione artigiana. A Bologna, rispetto alla precedente rilevazione – viene specificato -, la pressione fiscale è lievemente diminuita, ma è evidente che il livello di tassazione resta molto elevato e rappresenta un vincolo alla crescita”. Nell’elaborazione della classifica, Cna comprende sia tasse e imposte nazionali (come Irpef e Ivs-Previdenza) che locali (quali Imu, Tari, addizionali Irpef regionali e comunali). Bologna, secondo lo studio dell’associazione artigiana, migliora lievemente la sua posizione, passando dal secondo al sesto posto tra i Comuni con la più elevata tassazione verso le pmi, preceduta in classifica solo da Agrigento, Salerno, Vercelli, Biella e Livorno. Migliora lievemente il ‘total tax rate’, l’indice che misura quanta parte del reddito se ne va in tasse, che è sceso dal 56,5% del 2023 al 56% del 2024. Nel 2019 era 65,5%. Sotto le due torri, il miglioramento è dovuto ad una lieve diminuzione dell’Irpef: 260 euro per l’impresa campione.

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