Non due, saranno tre (il massimo possibile) gli anni che dovrà passare in isolamento diurno Gilberto Cavallini, l’ex Nar condannato all’ergastolo in via definitiva lo scorso 15 gennaio per concorso nella strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna. Lo ha deciso la Corte d’Assise d’Appello del capoluogo emiliano, accogliendo in parte la richiesta dalla Procura generale bolognese. I togati non si sono infatti espressi sulla revoca della misura alternativa della semilibertà a Cavallini, ritenendo debba invece pronunciarsi il Tribunale di Sorveglianza di Perugia, competente per il carcere di Terni dove l’ex terrorista è detenuto. L’aumento della pena accessoria, come chiesto dai procuratori generali, è stato rideterminato proprio per la condanna all’ergastolo divenuta definitiva: a carico di Cavallini, aveva evidenziato la Procura, non è stato possibile accertare l’avvenuta espiazione dell’isolamento diurno nemmeno nella misura di due anni. Secondo i suoi difensori, invece, si trattava di richieste infondate: innanzitutto per il comportamento tenuto dall’uomo almeno nell’ultimo decennio e per la sua adesione a un programma di recupero. Nelle loro motivazioni, i giudici della Corte hanno invece sottolineato la capacita criminale di Cavallini, che lo ha portato a partecipare alla strage alla stazione di Bologna.
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