Un commercialista veneto è stato interdetto nell’esercizio della professione da parte del tribunale di Ravenna, a seguito di un’indagine della guardia di Finanza. L’uomo è accusato di aver aiutato un imprenditore cinese che, attraverso prestanome, aveva continuato a gestire di fatto una nota rete di empori: a fare da schermo numerose società che, pur avendo maturato ingenti debiti tributari, non avevano mai versato le tasse. Secondo le accuse, il trucco utilizzato prevedeva che, di volta in volta, la ditta indebitata venisse sostituita da una nuova partita Iva, che operava con le stesse modalità della precedente. I proventi dell’evasione fiscale erano poi dirottati verso la Cina attraverso il meccanismo delle finte fatture emesse da una rete di imprese in realtà inesistenti. Stando alle risultanze degli investigatori, si tratta di un nuovo capitolo dell’operazione “Orient Express”, che ha già portato alla denuncia di 20 persone e a sequestri per 10 milioni di euro. Tutte misure che sono state confermate dal Tribunale di Ravenna, anche dopo i ricorsi presentatati dagli indagati.
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