Omicidio Musiani, “il 16enne si vantava di aver ucciso un tossico”

Redazione

Si sarebbe vantato in giro di avere ucciso un “tossico”. Davanti al gip forlivese Massimo De Paoli due dei quattro giovani fermati per il feroce pestaggio che ha portato alla morte del 53enne Nicola Musiani hanno tirato in ballo il 16enne pensando che fosse stato lui a trascinarli in questa brutta vicenda. Minore che a loro dire non si sarebbe fatto scrupoli a menare di nuovo le mani in quanto non imputabile a causa della sua età. E se lo avessero fermato, ecco che lui avrebbe dato loro la colpa. A riferirlo è il Resto del Carlino.

Nelle parole del 22enne Ragme Oussama, il 16enne era in un altro gruppo di ragazzi: lui non aveva nemmeno saputo che per Musiani fosse finita con un ricovero in ospedale. Ma a rincarare la dose è il 19enne Finn Long Conor: davanti al gip ha riferito che il minore in giro si sarebbe vantato di avere ucciso un tossicodipendente e che lo avrebbe pure rifatto. E se anche lo avessero fermato, avrebbe dato la colpa a loro. Quella sera Conor aveva notato il 16enne provocare Musiani ma non lo aveva visto menare le mani sebbene non potesse escludere che ciò fosse accaduto. La sorte del ragazzino, che vista l’età è fuori dai radar della procura di Ravenna, è in quella della procura dei Minorenni di Bologna la quale da lunedì ha sul tavolo le carte che lo riguardano.

Per l’aggressione che è costata la vita a Nicola Musiani, massacrato di botte il 19 luglio scorso a Pinarella di Cervia e morto tre giorni più tardi all’ospedale Bufalini di Cesena, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Forlì, Massimo De Paoli, ha disposto la custodia cautelare in carcere per quattro giovani di origine straniera, due residenti a Meldola, una Forlì e una Santa Sofia. Accusati di omicidio in concorso, aggravato dai futili motivi.

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