A seguito delle indagini post incendio dell’11 gennaio, secondo le due ordinanze del sindaco Alan Fabbri del 22 gennaio, ora anche le torri A e C dovranno essere evacuate, non essendo considerate più a norma con impianti completamente da rifare.
I residenti hanno 15 giorni di tempo per abbandonare gli appartamenti, tempo sicuramente insufficiente data la difficoltà odierna nel trovare rapidamente una sistemazione. Alcuni condomini hanno casa di proprietà, molti altri invece lavorano nella logistica a Bologna.
L’evacuazione della prima torre aveva già suscitato forti polemiche, dopo la decisione del Comune di chiudere, a una settimana dall’incendio, lo spazio allestito in un palazzetto dello sport per accogliere chi non aveva un posto dove andare.
Ma in questo momento la situazione sembra degenerata: il Comune non può allestire uno spazio per tutti i residenti, tra i quali lo smarrimento è palpabile. Molti saranno costretti ad appoggiarsi momentaneamente dai parenti, per chi può, chiedendo aiuto nell’attesa di una sistemazione.
Come suggeriscono la maggior parte dei condomini, la condizione precaria delle torri andava gestita molto prima, non soltanto adesso a seguito di un incendio: si denunciano gravi inadempienze tra i privati.
