L’esito dell’autopsia sul corpo di Giovanni Tamburi avvalora quanto emerso per altri ragazzi morti nel terribile rogo di Crans Montana: il 16enne bolognese è deceduto per asfissia. E’ stato dunque il fumo, insieme alle esalazioni tossiche, a dargli la morte la notte di Capodanno stroncando qualsiasi tentativo di fuga dalla cantina del locale Le Costellation. L’esito dell’esame autoptico, disposto dalla Procura di Roma che ha delgato quella di Bologna, è durato oltre quattro ore. E dai primi esiti sembra che Giovanni non sia morto né per le ustioni (non aveva segni evidenti) né per schiacciamento da parte della folla che cercava di scappare dal locale. Il corpo sarà quindi presto riconsegnato alla famiglia che, dopo le esequie tenute il 7 gennaio alla cattedrale di San Pietro, seppellirà il ragazzo una seconda volta. L’autopsia è un altro tassello nell’inchiesta che dalla Capitale sta andando avanti, in parallelo con quella svizzera: le indagini potrebbero presto allargarsi ad altre persone, nel mirino degli inquirenti ci sono infatti anche i mancati controlli da parte del Comune di Crans Montana.
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