Bologna, via Petroni, condomini sfollati: una decina di residenti resta ancora fuori casa

Redazione

Non c’è pace per gli sfollati tra piazza Verdi e via Petroni. A tre settimane dallo sfortunato incidente che ha visto un autobus scontrarsi con la colonna all’angolo del portico, circa una decina di residenti (su trenta evacuati all’inizio) non sono ancora potuti rientrare a casa tra il civico 38 di via Petroni e il 4 di piazza Verdi. Situazione critica per coloro che hanno dovuto abbandonare in fretta e furia la propria casa lasciando i propri effetti personali all’interno, non avendo ancora avuto l’autorizzazione per rientrare a prenderli.

Gli appartamenti inagibili al momento restano quattro, mentre oggi riapriranno l’osteria ‘Al Cantoncino’ e il bar ‘Freud’. Restano tuttavia le puntellature sotto il portico, che intaccano parte dei locali. “Facciamo uno sforzo, ma riapriamo almeno parzialmente per i nostri clienti in condizioni di totale sicurezza”, spiega il titolare Gianluca Pascucci.

Loris Folegatti, consigliere di quartiere e membro del comitato ‘Via Petroni e dintorni’, ha riferito che i condomini non hanno ancora avuto da parte di Tper né del Comune il minimo supporto tecnico o economico, facendosi carico degli anticipi di tutte le spese.

Attaccano anche Francesco Sassone e Dalila Ansalone, rispettivamente consigliere regionale e consigliera del quartiere Santo Stefano, sottolineando come a tre settimane dall’incidente, mentre molti residenti sono fuori delle proprie case ancora inagibili, Tper si sia fatta di nebbia. Assieme alla consigliera Marta Evangelisti, Sassone ha presentato una interrogazione in Regione con la quale è stato chiesto a Tper e Comune cosa stessero facendo per assistere i residenti. La risposta è nulla. “È gravissimo che il Comune non abbia fatto altro che chiedere il pagamento di suolo pubblico per l’impalcatura, che i residenti hanno dovuto mettere a loro spese, in attesa di un rimborso fantasma. Assieme a Tper, il Comune chieda subito scusa ai residenti e si attivi per assisterli”.

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