I finanzieri di Bologna, coordinati dalla Procura europea, hanno eseguito due misure cautelari dell’obbligo di dimora nei confronti di un professionista e di un imprenditore. Ma sono cinque in totale i denunciati per reati di bancarotta fraudolenta, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, autoriciclaggio e malversazione. Tutto è iniziato durante un verifica fiscale a cui è stata sottoposta la società di cui erano a capo gli indagati: questi, affatto scoraggiati dai controlli, hanno effettuato quattro richieste di finanziamenti pubblici sui fondi del PNRR per 5 milioni di euro. Le domande erano corredate da falsi documenti procurati anche da un imprenditore titolare di una società con sede in Slovenia, relativi a progetti di e-commerce che l’azienda bolognese, pur non avendone minimamente le capacità organizzative e patrimoniali, dichiarava di voler realizzare in paesi europei e arabi. Insieme alle istanze di finanziamento sono stati inviati falsi bilanci, redatti per far apparire come florida la condizione economico-finanziaria della società che, in realtà, di lì a poco sarebbe stata posta in liquidazione giudiziale. Gli investigatori sono riusciti a ricostruire le modalità con le quali i soggetti implicati hanno drenato le risorse della società, fra le quali anche un risarcimento assicurativo di 2 milioni di euro per l’incendio di uno dei capannoni in uso.
34
articoli precedenti
