Bologna. Omicidio capotreno, perizia per Jelenic

Redazione

C’è un nuovo sviluppo nel processo per l’omicidio di Alessandro Ambrosio, il capotreno ucciso il 5 gennaio scorso in un’area nei pressi della stazione di Bologna. La Corte d’Assise ha disposto una perizia psichiatrica su Marin Jelenic, il 36enne croato imputato per il delitto. La decisione accoglie la richiesta della difesa, dopo la presentazione di nuovi documenti provenienti dalla Croazia: carte che attesterebbero precedenti diagnosi di schizofrenia e diversi ricoveri in strutture psichiatriche. Solo poche settimane fa, la stessa Corte aveva respinto la richiesta, sulla base di una valutazione sanitaria che escludeva patologie paranoiche. L’incarico è stato affidato al professor Domenico Berardi, che dovrà accertare la capacità di intendere e di volere dell’imputato al momento dell’omicidio, la sua idoneità a partecipare al processo e l’eventuale pericolosità sociale. La relazione conclusiva dovrà essere depositata entro il 15 settembre. L’ultima udienza è stata segnata da momenti di tensione: il presidente della Corte è stato costretto ad allontanare Jelenic dall’aula, per via delle urla dell’uomo. Nel frattempo la Procura ha concluso l’esame dei propri testimoni, ricostruendo gli spostamenti del 36enne tra Bologna, Piacenza e Desenzano del Garda, dove fu arrestato il giorno successivo al delitto. Nella prossima udienza sarà ascoltato il capotreno del regionale per Piacenza che avrebbe avuto un alterco con Jelenic subito dopo l’omicidio.