Si cercano volti a cui dare un nome, nell’idea – quasi una certezza – di una regia che ha portato un flusso di violenti da fuori città, per creare i disordini che hanno flagellato Bologna e sporcato le manifestazioni di migliaia di persone a sostegno della Palestina e del popolo gazawi. E’ un lavoro febbrile da parte di Digos e Questura che stanno acquisendo decine di video degli scontri della scorsa settimana. Immagini che partono dai primi disordini di mercoledì sera, per poi passare al setaccio i due tentativi di assalto alla stazione di giovedì, degenerati a sera in ore di guerriglia. E per finire negli scontri in autostrada e tangenziale a margine del grande corteo dello sciopero generale di venerdì. Una violenza organizzata con infiltrazione di elementi estranei alla città di Bologna, ma che ha visto d’altro canto antagonisti bolognesi protagonisti altrove: come certificato dall’arresto sabato a Roma di un trentenne bolognese, fermato dalla polizia dopo gli scontri durante il corteo a sostegno della Flottilla. Due identificati ci sono già, sono i giovani fermati venerdì pomeriggio dopo il lancio di lacrimogeni della polizia nella tangenziale bolognese: portati in Questura, sono stati rilasciati poche ore dopo. A carico di entrambi una denuncia per resistenza aggravata.
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