Cartellino rosso a Israele”. È questo lo slogan che ha aperto il corteo nel centro di Bologna, una manifestazione nata in modo pacifico ma rapidamente degenerata in caos. Migliaia di persone erano scese in strada per contestare la decisione di disputare la partita al Paladozza, in un clima già appesantito dal conflitto in Medio Oriente. Il corteo, partito da Piazza Maggiore, ha marciato senza incidenti fino alla zona rossa attorno al palazzetto. Poi, in via Marconi, la situazione è precipitata. Dai manifestanti sono partiti lanci di fumogeni, vernice e petardi contro le forze dell’ordine. La risposta non si è fatta attendere: idranti e lacrimogeni hanno tentato di contenere l’avanzata. Gli scontri sono proseguiti in diversi punti del centro, tra cassonetti incendiati, barricate improvvisate e cariche di alleggerimento. Il bilancio è pesante: quindici manifestanti identificati e altrettanti agenti feriti. Durissime le reazioni dal centrodestra. Il leghista Matteo Di Benedetto parla di “bombe carta, petardi ad altezza uomo e aggressioni”, definendo quanto accaduto “un attacco inaccettabile alla sicurezza pubblica” e ringraziando le forze dell’ordine per aver evitato un’escalation ancora più grave. Sulla stessa linea anche Daniele Aiello di Forza Italia, che descrive Bologna come “assediata dai violenti” e accusa una minoranza organizzata di trasformare ogni protesta in vandalismo. Critico anche il Partito Liberaldemocratico di Bologna, che condanna il tentativo dei movimenti pro-Pal di ostacolare la partita e invita Comune e Viminale a garantire ordine e sicurezza, definendo “irresponsabile” l’escalation legata al corteo.
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