Vendemmia al via in Emilia-Romagna, alte aspettative

Redazione

Alte aspettative, anche se la resa non sarà identica in tutti i territori regionali. L’Emilia-Romagna è pronta per l’inizio della vendemmia: si parte intorno al 10 agosto con le uve per la base spumante e varietà precoci (come pinot nero e chardonnay). Un avvio anticipato anche quest’anno, che ormai – nota Confagricoltura – sta diventando sempre più frequente. L’indicazione, dice l’associazione, “indica uno stato qualitativo delle uve ottimale e una produzione stimata mediamente simile a quella dell’anno scorso, comunque meglio delle annate 2023 e 2022”. Non si può comunque dire così per tutte le varietà: per il vitigno Ancellotta – utilizzato per produrre Lambrusco – si prevede una flessione tra il 15% e il 20%, ma si aspettano cali anche in zone dove il maltempo ha picchiato duro (come le grandinate e le trombe d’aria tra Bologna e Modena e sparse in Romagna). Il clima primaverile con piogge non eccessivamente abbondanti e poi l’alternarsi di giornate calde ad altre più fresche hanno favorito il massimo sviluppo del grappolo. Ora – dice Confagricoltura – preoccupa l’atteso aumento delle temperature che potrebbe rallentare la maturazione dell’acino e provocare stress idrico. Sul fronte fitosanitario, la situazione è stata tenuta sotto controllo con difficoltà: criticità sono state rilevate soprattutto tra reggiano e modenese, per via di malattie della vite quali flavescenza e mal dell’esca, mentre sulle colline romagnole si temono danni da tignola e marciume. Agricoltori e imprese con un occhio fisso oltreoceano: Confagricoltura parla di effetto negativo causato dall’incertezza sui dazi; se fossero confermati si avvierebbe una crisi strutturale.

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