Lo sgombero del portico della Santissima Annunziata a Bologna si farà. Dopo settimane di rimpalli istituzionali, la situazione è arrivata sul tavolo del Comitato per l’ordine pubblico e sicurezza, e ora si prepara un intervento deciso per liberare l’area. Da tempo sotto il portico di via San Mamolo si è formato un accampamento di persone senza fissa dimora: una ventina, in prevalenza uomini, che vivono in condizioni di forte precarietà. Un contesto che, secondo il Comune, presenta criticità sia sul piano del decoro urbano che su quello igienico-sanitario. Ad eseguire lo sgombero sarà la Polizia locale, con il coinvolgimento di Questura e Prefettura. L’operazione sarà accompagnata da un piano di accoglienza: Palazzo d’Accursio assicura che saranno messi a disposizione posti sufficienti per tutte le persone presenti. E proprio su questo punto interviene l’assessora al Welfare e alla Sicurezza urbana, Matilde Madrid:
“Come Comune ci facciamo carico di queste persone e per tutte loro avremo pronti a breve sufficienti posti per l’accoglienza”. Ha dichiarato al Resto del Carlino. In questi giorni, gli operatori sociali sono già al lavoro per convincere gli occupanti ad abbandonare volontariamente l’area e accettare le soluzioni proposte.
“La novità – aggiunge Madrid – è che nel giro di poco tempo avremo pronti i posti sufficienti per le persone che attualmente stanno sotto il portico”. Ma il caso ha anche acceso lo scontro politico. Dal centrodestra erano arrivate critiche dure. La sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, esponente della Lega, aveva commentato
“L’ordine pubblico e le condizioni igienico-sanitarie sono competenza del sindaco” Anche Fratelli d’Italia e la Lega vevano già presentato al riguardo esposti sulla situazione.“Finalmente qualcosa si muove grazie agli esposti presentati e alla pressione esercitata-ha commentato Matteo Di Benedetto capogruppo della Lega in Consiglio Comunale”Proprio il cantiere, atteso da tempo, dovrebbe rappresentare il passo successivo: dopo lo sgombero, l’area verrà transennata in vista dell’avvio degli interventi.Intanto, non mancano le critiche anche dal mondo civico, che parlano di scaricabarile tra istituzioni e sottolineano come lo sgombero, da solo, non risolva il problema dell’emarginazione.Una vicenda che intreccia sicurezza, politiche sociali e gestione del patrimonio pubblico. E che nelle prossime settimane entrerà nella sua fase più delicata.
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