Ci sono buone notizie sul fronte delle indagini per la strage di Suviana, l’esplosione che il 9 aprile dell’anno scorso costò la vita a sette persone. Ora, i dati dei cinque dispositivi situati in alcuni armadi al piano -6 della centrale idroelettrica Enel Green Power di Bargi, nell’Appennino bolognese, sono risultati leggibili. A quanto si apprende, è stato possibile recuperare il contenuto delle apparecchiature, Si sta già procedendo per fare una copia
forense e i dati verranno messi a disposizione dei consulenti delle parti. Questo,
attualmente è l’ultimo sviluppo nell’ambito dell’inchiesta per disastro colposo, omicidio colposo e lesioni colpose che la Procura di Bologna sta conducendo sul disastro e che vede indagate cinque persone: i tre rappresentanti di Enel Green Power Massimo Sessego, responsabile idroelettrico Area Centro Nord, Simone De Angelis, capo unità esercizio Suviana, e Carlo Galli, responsabile idroelettrico manutenzione Area Centro Nord, il responsabile dei lavori Franco Cespa e l’ingegnere esperto in sicurezza sul lavoro Luca Lenzi, coordinatore per la progettazione e l’esecuzione dei lavori alla centrale. Le apparecchiature in questione sono state recuperate il 17 giugno da una delle due squadre di subacquei dei Vigili del fuoco ingaggiate per svolgere le operazioni, che hanno impegnato 25 pompieri, 20 Carabinieri con una stazione mobile e un’ambulanza del 118.
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