Scoppio alla Toyota. Sei mesi per l’incidente probatorio

Redazione

Avranno sei mesi di tempo a partire dal 1 ottobre i periti nominati dal gip di Bologna Alberto Ziroldi per determinare le cause dell’esplosione avvenuta il 23 ottobre dell’anno scorso allo stabilimento Toyota Material Handling di Borgo Panigale. Lo scoppio provocò la morte di due operai, Lorenzo Cubello e Fabio Tosi, mentre altri 11 rimasero feriti. Sulla vicenda sono indagate 12 persone, tra cui l’amministratore delegato di Toyota Material Handling Michele Candiani. L’incidente probatorio dovrebbe terminare l’1 aprile, mentre il 27 aprile alle 10.30 è prevista l’udienza in cui verranno sentiti i tre esperti del Politecnico di Torino Vittorio Verda, Micaela Demichela e Gianfranco Camuncoli. A quanto ricostruito finora l’esplosione ha riguardato la centrale termico-frigorifera dell’impianto, a cui era collegato un serbatoio che pare sia stato all’origine dello scoppio. Anche gli indagati e le parti offese hanno nominato dei consulenti e il legale di una delle persone rimaste ferite nell’incidente, avrebbe fatto sapere che il giudice ha chiesto ai periti, tra le altre cose, di “decrittare una serie di dati contenuti in un sistema informatico che serviva alla gestione dell’impianto”. Per svolgere questo accertamento informatico potrebbe essere chiesta eventualmente, anche la nomina di un tecnico competente in materia. La speranza è che dall’incidente probatorio e dall’ascolto dei periti si possa cominciare ad avere un quadro chiaro sulle responsabilità.