Morti sul Lavoro, in calo nei primi due mesi del 2026: la provincia di Bologna al 18° posto

Redazione

Negli ultimi mesi arriva un segnale che non si vedeva da quasi vent’anni: calano le morti sul lavoro in Italia.
Secondo il report di febbraio 2026 dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, nel primo bimestre dell’anno i decessi sono stati 102, contro i 138 dello stesso periodo del 2025. Una riduzione del 26,1%. Un dato incoraggiante, ma che non basta a parlare di emergenza superata.
“È un possibile segnale di inversione di tendenza”, spiegano gli esperti, “ma i numeri restano ancora troppo alti”. Il tributo pagato solo nei primi due mesi dell’anno è infatti pesante: 72 morti avvenute durante l’attività lavorativa e 30 nel tragitto casa-lavoro. Guardando al territorio, la Lombardia è la regione con il maggior numero di vittime in termini assoluti, mentre sei regioni – tra cui Toscana, Campania e Sicilia – registrano un rischio superiore alla media nazionale. Anche l’Emilia-Romagna resta coinvolta: nella provincia di Bologna si contano tre vittime. Tra queste, un uomo di 53 anni morto a Valsamoggia dopo essere precipitato dal tetto di un capannone. I dati mostrano inoltre forti disuguaglianze.
Il rischio aumenta con l’età: gli over 65 sono i più esposti, ma il maggior numero di vittime si registra tra i 55 e i 64 anni.
Ancora più critica la situazione dei lavoratori stranieri: per loro il rischio di morte è oltre tre volte superiore rispetto agli italiani. Per quanto riguarda i settori, i più colpiti restano trasporti e logistica, seguiti da manifatturiero e costruzioni.
E c’è anche un dato curioso ma significativo: il giorno più pericoloso della settimana è il giovedì, con oltre il 22% degli incidenti mortali. Infine, mentre diminuiscono i decessi, aumentano leggermente le denunce di infortunio, segno che il problema sicurezza resta centrale. Un miglioramento, dunque, c’è. Ma la strada per garantire condizioni di lavoro davvero sicure è ancora lunga.