Minori stranieri non accompagnati restano soli a lungo in Questura, Siulp Bologna: problema grave

Redazione

Cinque minori stranieri con documenti regolari ma non accompagnati, sono rimasti a lungo negli uffici della Questura di Bologna senza mai essere presi in carico da nessun servizio. Un fenomeno che si presenta puntuale ad ogni estate. E’ una scena già vista in passato e su cui torna il Siulp esprimendo “forte preoccupazione per l’ennesimo caso che dimostra il fallimento del sistema di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati nel territorio bolognese”. Questo dopo che cinque minori non accompagnati, con documenti regolari, sono rimasti a lungo negli uffici della Questura e, “in assenza di disponibilità presso qualsiasi struttura di accoglienza, si sono allontanati senza essere presi in carico da alcun servizio”. Per il sindacato di Polizia, è una “situazione inaccettabile: in assenza di un piano nazionale e di un sistema efficace di gestione dell’accoglienza, la responsabilità ricade interamente sulla Polizia di Stato. Operiamo già in condizioni di grave carenza di personale e senza risorse adeguate, eppure ci vengono affidati compiti assistenziali che non rientrano nelle nostre competenze. È inconcepibile che dei minori siano costretti a trascorrere le notti negli uffici di Polizia per mancanza di alternative. Denunciamo questa situazione da anni, ma oggi ha raggiunto un livello di gravità non più sostenibile”. Nel dirlo, Pasquale Palma, segretario del Siulp, osserva che la rete dei servizi sociali locali “appare assente o del tutto impreparata a fronteggiare questa emergenza che non può più essere ignorata. Fa notare anche che mancano strutture di transito dignitose dedicate ai minori in attesa di ricollocamento. Tutto il peso dell’accoglienza ricade sulla Polizia chiamata a svolgere mansioni per le quali non ha né la formazione né il supporto adeguato”. Il silenzio e l’inerzia delle Istituzioni continuano ad alimentare un quadro sempre più critico: minori vulnerabili lasciati soli e Forze dell’ordine costrette a supplire alle mancanze del sistema con la propria disponibilità personale. Questa non è accoglienza. E’ abbandono istituzionale”, ammonisce Palma. Per affrontare “seriamente questa emergenza”, il Siulp chiede l’attivazione immediata di un piano nazionale che preveda, l’istituzione di centri di prima accoglienza attrezzati e in grado di operare con continuità.