La sicurezza in montagna passa anche per la propria salute. E’ il principio da cui parte la “Giornata della misurazione della pressione arteriosa in quota”, che si terrà domenica 20 luglio, sotto l’egida della Lega mondiale contro l’ipertensione arteriosa.
Si tratta di una campagna di sensibilizzazione sugli effetti cardiovascolari dell’ascesa a quote moderate-alte, promossa da Società italiana dell’ipertensione arteriosa (Siia), Club alpino italiano, e dalla Società italiana di medicina di Montagna (Simem), sostenuta dall’ Irccs-Istituto Auxologico Italiano di Milano e dall’Università di Milano-Bicocca. Dalle alpi alle isole, sono più di 50 i rifugi nei quali operatori sanitari volontari misureranno la pressione raccogliendo anche i dati per fini scientifici e di ricerca. L’ipertensione arteriosa, detta anche “il killer silenzioso” per la sua frequente asintomaticità, è ancora oggi il principale fattore di rischio per malattie cardiovascolari e morte nel mondo e colpisce circa il 40% della popolazione adulta occidentale, con una frequenza che cresce proporzionatamente all’età. Per prevenire eventi cardiaci e cerebrali spesso fatali o invalidanti, occorre quindi stare attenti alla pressione in diverse condizioni tra cui le gite in montagna. Il corpo umano deve adattarsi a cambiamenti significativi di altitudine, soprattutto quando si sale in zone montane. Per i pazienti con ipertensione arteriosa che vogliono viaggiare in zone ad alta quota, è quindi utile adottare misure preventive. La campagna di sensibilizzazione, nata nove anni fa, ha proprio come scopo promuovere, nelle persone con o senza problemi cardiovascolari che -soprattutto in estate- salgono in montagna, la conoscenza delle reazioni del loro apparato cardiovascolare.
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