Sei milioni e duecentomila euro di perdite in un solo anno. È il nuovo pesante bilancio di Grand Tour Italia, il parco tematico del cibo e delle tradizioni regionali nato a Bologna sulle ceneri di FICO. Un risultato peggiore rispetto al 2024 e che costringe la famiglia Farinetti a una nuova svolta per evitare il fallimento del progetto. I numeri parlano chiaro: nel 2025 i ricavi si sono fermati a sei milioni di euro, mentre il rosso di bilancio è salito a 6 milioni e 200 mila. Dopo la ristrutturazione e la riapertura con il nuovo marchio Grand Tour Italia, il rilancio basato sull’enogastronomia regionale non ha prodotto i risultati sperati. Nella relazione allegata al bilancio vengono indicate anche le cause del mancato decollo: gli accordi mai concretizzati con le Regioni, il mancato ripristino di un collegamento efficiente con il trasporto pubblico e soprattutto il tram mai arrivato, oltre al definitivo tramonto del progetto dello stadio temporaneo del Bologna, che avrebbe portato migliaia di visitatori nell’area del parco. Per tenere in vita l’azienda, i Farinetti hanno già investito quasi 16 milioni di euro tra il 2024 e i primi sei mesi del 2026: risorse proprie destinate a coprire le perdite e finanziare una nuova strategia. La direzione cambia ancora: meno spazio dedicato esclusivamente alla gastronomia e più intrattenimento per le famiglie, con go-kart, parco avventura, Luna Farm, paintball e sale giochi. Intanto è stato avviato anche un piano di riduzione dei costi, con il confronto per abbassare l’affitto dell’area e un ridimensionamento dell’organico, oggi ridotto a una ventina di dipendenti diretti. L’obiettivo è uno solo: dare a Grand Tour Italia un futuro sostenibile, dopo anni di investimenti e rilanci che finora non hanno mantenuto le promesse.
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