Nel 2024 i reati ambientali registrati in Emilia-Romagna sono stati 1.648, a fronte di poco più di 84.000 controlli: un bilancio in aumento rispetto ai 1.422 del 2023 (+15,9%). Le persone denunciate sono state 1.511 (contro le 1.532 dell’anno precedente), i sequestri 245 (236). I dati emergono da “Ecomafia 2025. I numeri e le storie delle illegalità ambientali in Italia”, il nuovo rapporto elaborato da Legambiente sulla base dei dati forniti dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto. Il dossier è stato presentato oggi a Roma insieme ad un pacchetto di 12 proposte per contrastare le illegalità ambientali e rafforzare norme e controlli, “a partire dal recepimento della direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente, dal potenziamento dei controlli ambientali e dalla definizione di un Piano nazionale contro l’abusivismo”, spiega Legambiente. Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, parlare di 1.648 casi vuol dire che più del 4% dei 40.590 reati ambientali conteggiati in Italia sono stati commessi in questa regione. Il maggior numero di reati si riscontra nel ciclo del cemento con 656 reati (580 nel 2023), 613 persone denunciate e 19 sequestri: ambito rispetto al quale l’Emilia-Romagna si colloca al nono posto della graduatoria italiana. Decima posizione invece per il ciclo dei rifiuti, a cui sono legati 435 reati (305). Nono posto, infine, anche per i reati contro la fauna, che nel 2024 sono stati 424 (378).
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