Il petrolio è tornato ai livelli di fine febbraio, ma benzina e gasolio continuano a costare sensibilmente di più. È quanto denuncia la CNA, chiedendo l’intervento del Governo. In meno di quattro mesi – spiegano gli artigiani – il greggio è passato da circa 70 dollari al barile a un picco superiore a 95 dollari durante le tensioni in Medio Oriente, per poi ridiscendere sotto i 70 dollari. Mentre il petrolio è tornato sostanzialmente sui livelli di fine febbraio, i prezzi alla pompa di benzina e gasolio registrano ancora aumenti compresi tra il 14 e il 16%. Questo nonostante la riduzione delle accise disposta dal Governo. Senza questo intervento – spiega ancora CNA – il prezzo dei carburanti sarebbe oggi superiore di circa 6 centesimi al litro. In Emilia Romagna – secondo gli ultimi dati del Ministero – la benzina costa mediamente 1,81 al litro, 1,90 il gasolio, 0,76 il GPL, 1,52 il metano. Il provvedimento del Governo – spiega CNA – ha limitato gli effetti dei rincari, ma non ha eliminato il problema della lenta trasmissione dei ribassi del petrolio ai prezzi finali. E’ il problema non colpisce solo chi fa benzina per andare al mare. Per un artigiano che percorre 30.000 chilometri all’anno con un furgone diesel e consuma mediamente 2.000 litri di carburante, il maggiore costo rispetto a fine febbraio supera i 500 euro annui. Per le imprese con più mezzi, l’impatto cresce rapidamente fino a diverse migliaia di euro.
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