Carceri, in Emilia-Romagna situazione allarmante: oltre 700 detenuti in più.

Redazione

In Emilia-Romagna la situazione nelle carceri torna ad essere critica: i detenuti hanno superato quota 4.000, con un sovraffollamento di oltre 700 persone rispetto alla capienza complessiva degli istituti penitenziari regionali. Un quadro aggravato dagli otto suicidi registrati dall’inizio dell’anno: cinque a Modena, uno a Parma, uno a Reggio Emilia e uno a Bologna. Numeri che testimoniano, sottolinea il garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri, come il percorso di riabilitazione sia sempre più compromesso da condizioni che generano disagio profondo e rendono quasi impossibile il trattamento rieducativo. A cinquant’anni dalla legge che definisce l’ordinamento penitenziario, Cavalieri e il provveditore dell’amministrazione penitenziaria Silvio Di Gregorio chiedono di applicare pienamente le norme esistenti. Ricordano che il carcere deve rimanere un luogo capace di costruire un futuro diverso per chi ha sbagliato. Restituire dignità alle vittime passa anche dalla recupero sociale del reo, perché ridurre la recidiva significa aumentare la sicurezza di tutti. Nel frattempo, istituzioni e operatori del settore si confronteranno nel convegno in programma il 5 dicembre, alla presenza – tra gli altri – dell’arcivescovo e presidente della CEI Matteo Zuppi, della presidente del Tribunale di sorveglianza Maria Letizia Venturini e di rappresentanti delle istituzioni regionali Resta drammatica la fotografia dei singoli istituti: Bologna conta 818 detenuti a fronte di 507 posti; Modena 593 per 371; Parma 776 per 655. Criticità anche a Piacenza, Ferrara, Rimini e Ravenna. Un’emergenza strutturale che chiama ancora una volta a interventi rapidi, risorse adeguate e una visione finalmente condivisa sul ruolo delle carceri nella società di oggi