CAPOTRENO UCCISO. AL VIA IL PROCESSO

Redazione

Niente perizia psichiatrica per Marin Jelenic, il 36enne croato a processo con l’accusa di avere ucciso il capotreno Alessandro Ambrosio, accoltellato a morte lo scorso 5 gennaio in un’area riservata ai dipendenti del parcheggio della stazione di Bologna. Il no alla perizia è arrivato ieri dalla Corte d’Assise, presieduta dal giudice Pasquale Liccardo, al termine della prima udienza del processo per omicidio volontario aggravato dai motivi abietti e dall’aver commesso il fatto all’interno o nelle immediate vicinanze di uno scalo ferroviario. L’imputato venne arrestato nella serata del 6 gennaio a Desenzano del Garda, nel bresciano, e si trova in carcere da allora. A suo carico c’era un ordine di allontanamento dall’Italia. Resta un mistero il movente del delitto. Dalle indagini non è emerso che Jelenic conoscesse la vittima e negli interrogatori si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nei confronti dell’uomo, difeso dall’avvocato Christian Di Nardo, è stato disposto il giudizio immediato, procedimento speciale che consente di saltare l’udienza preliminare. Nel processo chiederanno di costituirsi parte civile i genitori della vittima, il Comune di Bologna, la Filt-Cgil di Bologna, e la Fit-Cisl Emilia-Romagna.