Bologna, via le tende all’Annunziata: ora ci sono posti letto

Redazione

Di notte, sotto il portico della chiesa dell’Annunziata — un luogo simbolo per molti — da mesi vivono decine di persone senza fissa dimora: lavoratori precari, disoccupati, italiani e stranieri. Alcuni grazie alla generosità della comunità parrocchiale hanno trovato un riparo, ma la convivenza con residenti e l’opposizione politica hanno reso la situazione drammatica. Oggi però il Comune propone un’alternativa: niente più tende o cartoni, ma letto vero. L’idea è offrire a ciascuno un posto notturno dignitoso, per togliere dalla strada chi per mesi ha vissuto sotto il sagrato. In questi giorni gli operatori sociali stanno incontrando le circa 12 persone che da tempo avevano sistemato la loro “casa” davanti alla chiesa, proponendo — almeno per la notte — un’altra sistemazione. È una scelta che rientra in una tendenza più ampia in molte città italiane: dall’accoglienza in tenda nelle grandi metropoli all’attivazione di dormitori e letti di emergenza, per garantire un rifugio sicuro a chi è senza tetto. Ma non tutti sono favorevoli. Alcuni residenti e un partito politico locale — citando problemi di “degrado” — hanno promosso una raccolta firme e dichiarato la loro opposizione. Il dibattito è acceso: da un lato la necessità di umanità, dignità e protezione per chi è in difficoltà; dall’altro la preoccupazione per il decoro e la sicurezza del quartiere. Di fatto, l’esperimento parte oggi: un’occasione per chiedersi se offrire un letto può rappresentare una via concreta — anche temporanea — per uscire dall’emergenza. E per riflettere sul significato di accoglienza, dignità e responsabilità collettiva nei confronti dei più fragili.