Bologna, omicidio in Piazza XX Settembre: l’aggressore condannato a 16 anni di carcere

Redazione

È arrivata la sentenza della Corte d’Assise di Bologna sul tragico episodio avvenuto la notte del 25 settembre dell’anno scorso in piazza XX Settembre. A finire sotto processo un giovane di 26 anni, originario della Guinea, accusato di aver accoltellato e ucciso, al culmine di una lite, un suo coetaneo ivoriano, Mamadou Sangare, senza fissa dimora. Ieri la Corte presieduta dal giudice Pasquale Liccardo ha deciso: sedici anni di reclusione. Una condanna importante, anche se inferiore alle richieste della pubblica accusa. Il pubblico ministero Stefano Dambruoso, infatti, aveva chiesto l’ergastolo, sostenendo l’aggravante dei futili motivi. Una vicenda processuale complessa. In un primo momento, la richiesta di rito abbreviato era stata respinta, proprio perché l’accusa di omicidio aggravato può comportare l’ergastolo. Successivamente, però, la Corte ha escluso l’aggravante, riconsiderando la posizione dell’imputato e ricalcolando la pena con lo sconto di un terzo previsto dal rito abbreviato. Da 24 anni, dunque, la condanna è scesa a 16. Ora si attendono le motivazioni della sentenza, che saranno depositate nei prossimi 90 giorni. Un atto formale ma decisivo, che servirà a comprendere fino in fondo le ragioni dei giudici. Un processo che lascia comunque aperte molte ferite: quelle di una comunità che ha assistito a un episodio di violenza estrema nel cuore della città, e quelle di chi conosceva e frequentava Mamadou Sangare, vittima di un delitto che ha scosso profondamente Bologna.