Affitti brevi, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato da una piattaforma contro alcune variazioni che il Comune di Bologna aveva fatto sul proprio Pug, il piano di urbanistica generale. L’idea di Palazzo d’Accursio era quella di rendere più difficile il cambio di destinazione d’uso di un immobile perchè divenisse una casa vacanze da affittare online. Secondo i giudici, però, il Comune ha modificato in modo sostanziale la disciplina urbanistica sulle locazioni brevi senza rispettare le garanzie partecipative previste dalla normativa regionale. In pratica, le modifiche dovevano essere oggetto di pubblicazione, in modo che i soggetti interessati potessero presentare eventuali osservazioni. Secondo l’amministrazione nulla cambia: in una nota, l’assessore Laudani parla di “un aspetto meramente procedurale”. Secondo il Comune il Consiglio di Stato riconosce, si legge, “impregiudicato il merito delle scelte pianificatorie e regolamentari dell’amministrazione comunale”. Insomma, non viene messo in discussione il merito della misura, né tantomeno la competenza del Comune. Di diverso avviso l’AIGAB, associazione italiana gestori affitti brevi, secondo cui i giudici mettono l’accento sul carattere di forte impatto economico-sociale nelle scelte del Comune; e dunque sulla necessità di un confronto con gli operatori del settore.
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