Bologna non dimentica e da piazza medaglie d’oro ribadisce quella che è la verità delle carte, contenuta in numerose sentenze e divenuta definitiva: la strage del 2 agosto 1980 è di matrice fascista. Lo ricorda il Presidente Sergio Mattarella nel messaggio inviato alla città in occasione del 46esimo anniversario; cita l’esito processuale, dal palco, anche il sottosegretario Nicola Molteni, presente in rappresentanza del Governo. Ma è polemica: al corteo non piacciono le parole della Premier Meloni, che parla di terrorismo ma senza ricordare la matrice eversiva di estrema destra; né l’intervento del presidente del Senato La Russa, che chiede di unirsi nella ricerca di una verità completa. Le immancabili polemiche hanno insomma accompagnato anche quest’anno le commemorazioni: 6 mila persone hanno sfilato in corteo lungo via Indipendenza fino alla stazione. Tra loro anche nipote e sorella di Abderrahim Fakir, il 42enne morto il 19 luglio scorso durante un intervento di polizia al Pilastro: si temeva una riedizione degli scontri che hanno accompagnato quel decesso. Hanno invece prevalso il ricordo e la commozione per gli 85 morti e oltre 200 feriti di 46 anni fa.
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