Ance: nei prossimi dieci anni necessarie 70mila abitazioni

Redazione

Quasi settantamila nuove abitazioni. È la stima del fabbisogno abitativo nei capoluoghi dell’Emilia Romagna nel corso dei prossimi dieci anni, secondo lo studio realizzato da Cresme e commissionato da Ance Emilia-Romagna. Una cifra lontana dall’attuale ritmo di produzione edilizia, oggi ferma a 1.230 nuove abitazioni all’anno. La domanda stimata dal centro studi Cresme per il decennio 2023-2033, infatti, richiederebbe almeno 6.900 nuovi alloggi all’anno, un numero cinque volte superiore a quello attuale. Tra il 2013 e il 2023, nei capoluoghi dell’Emilia Romagna la popolazione è cresciuta di 16.500 abitanti, mentre le famiglie sono aumentate di quasi 50.000 unità. Per il prossimo decennio – dice la ricerca – si stima l’arrivo di circa 55mila nuove famiglie. La domanda abitativa – secondo Cresme – è alimentata “non solo dalla crescita demografica, ma soprattutto dalla frammentazione dei nuclei familiari, sempre più piccoli e in cerca di nuove abitazioni”. Tra 2019 e 2024 i prezzi di vendita in Emilia-Romagna sono cresciuti in modo disomogeneo: dal +25% di Reggio Emilia al +22% di Parma fino al +2,1% dell’area di Forlì-Cesena. Ferrara è rimasta la città più economica. Ma il divario tra domanda e offerta – secondo Ance – rischia di rendere più difficile l’accesso alla casa sia per chi è alla ricerca di alloggi nel mercato libero, ma anche per chi, con redditi medio-bassi, può rivolgersi all’Edilizia residenziale sociale. Ed è su questo punto che Ance chiede un cambio di rotta. “Con i prezzi di costruzione odierni e le regole vigenti – dicono i costruttori – le imprese non riescono a realizzare alloggi sociali. Se vogliamo garantire un futuro alle nostre città, dobbiamo costruire un nuovo modello”.